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banner_centro_letturaI Centri di lettura avevano il compito di rompere l’isolamento mentale… di far rinascere per il libro quell’amore che anche nelle zone di media cultura si era affievolito.

 

Con la morte di Cosimo Argentieri (1922) la sua  "Biblioteca circolante", donata al Comune, rimase inattiva per lunghi anni. A Latiano si ricominciò a parlare di Biblioteca solo agli inizi degli anni Cinquanta del secolo scorso con la nascita della "Biblioteca B. Longo - Magistrale scolastica e popolare" megli conosciuta come  CENTRO DI LETTURA.

Erano quelli gli anni in cui, dopo un acceso dibattito al Congresso di Palermo del 1948 tra bibliotecari ed il Ministro della Pubblica Istruzione Gonella, venne promossa a livello nazionale una diffusione capillare del libro e della lettura. Il Ministro dirottò parte dei finanziamenti del Piano Marshall sulla scuola istituendo le “biblioteche per il popolo”. I bibliotecari non accettarono la proposta perché si sentivano lesi nella propria dignità professionale.

A partire dal 1951 in molte comunità periferiche e lontane dai centri più importanti nacque un servizio di prestito librario.
I Centri di lettura avevano il compito di rompere l’isolamento mentale… di far rinascere per il libro quell’amore che anche nelle zone di media cultura si era affievolito.

Nel 1953, con la legge n. 326 che istituiva la scuola popolare, i centri di lettura ebbero il riconoscimento ufficiale.

A Latiano il Centro venne istituito il 2 luglio 1952 con un elenco di libri ricevuti dal Provveditorato agli Studi di Brindisi, ma iniziò la sua attività solo nell’ottobre del 1953. il Dirigente del Centro era un professore a cui il provveditore conferiva l’incarico su proposta del Direttore didattico. L’incarico aveva la durata di sette mesi, il Centro era aperto quattro giorni la settimana per due ore serali fissate dal Direttore competente, in accordo con gli insegnanti ed i lettori per i quali non c’era nessun limite d’età. Per l’acquisto dei libri si doveva far arrivare al Provveditorato le proposte relative all’acquisto del materiale, ma l’Ente per le biblioteche popolari e scolastiche non sempre riusciva a soddisfare le esigenze esposte nelle richieste.

Dando uno sguardo alle relazioni si capisce che nel primo anno di attività, il Centro di Lettura di Latiano, fu frequentato da circa 44 lettori a settimana su otto ore di apertura al pubblico.

La maggior parte di coloro che frequentavano il Centro erano contadini a cui, con il passare del tempo, si aggiunsero gli operai e gli alunni del corso popolare. Nel 1958 il Centro avviò le attività ricreative proiettando filmini di divulgazione scientifica che ebbero molto successo tra il pubblico. Nel corso degli anni il numero di lettori aumentò fino a sfiorare una media di 75 utenti a settimana nell’anno ‘62/’63, per cui l’orario di apertura al pubblico fu esteso a tutti i giorni feriali dalle ore 18 alle 21.

Il Centro veniva frequentato anche da studenti di Scuola Media Superiore, i quali chiedevano testi di critica letteraria per lavori di ricerca e studio.

Agli inizi degli anni ’80 i prestiti diminuirono passando da 470 del 1975 a 168 del 1986 (anno della chiusura del Centro).

Le cause della chiusura sono da attribuire alla crescita delle pubblicazioni e dei costi, nell’esiguo bilancio dei Centri di Lettura e nel loro modo paternalistico di concepire il popolo.

Negli stessi anni, pur continuando il Centro di Lettura a sopravvivere, la Biblioteca comunale iniziava a muovere i primi passi prendendo però le distanze da questo.

 

 

 

 

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